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"Sabalenka non è più solo potenza, le abbiamo dato più strumenti"

Anton Dubrov allena Aryna Sabalenka dal 2020. Pochi la conoscono meglio di lui e nessuno è più consapevole dell'evoluzione tennistica che ha subito nel tempo.

L'allenatore di Aryna Sabalenka valuta l'evoluzione del suo gioco agli US Open 2026

Aryna Sabalenka è di nuovo dove voleva essere: nelle semifinali degli US Open. La numero uno del mondo cercherà questa notte una nuova finale a New York contro Jessica Pegula, e nel cammino verso questo obiettivo c'è un'idea che il suo allenatore, Anton Dubrov, ripete da anni. Sabalenka non deve smettere di essere Sabalenka; deve avere sempre più risorse per imporre il suo tennis.

In un'intervista rilasciata una settimana fa al podcast Served, di Andy Roddick, Dubrov ha spiegato precisamente quale considera essere stata la maggiore trasformazione tattica della sua giocatrice. La sua risposta serve perfettamente per capire cosa può cercare oggi contro Pegula. “La maggiore evoluzione tattica che abbiamo fatto è insegnarle come costruire il punto”, ha spiegato. Non si tratta semplicemente di chiederle pazienza, ma di insegnarle a utilizzare angoli, altezze ed effetti diversi per preparare il colpo decisivo.

Così è la Sabalenka 2.0: più strumenti senza rinunciare alla potenza

“Lei vuole dominare e le piace dettare”, osserva Dubrov. Per questo l'obiettivo non è mai stato trasformare Sabalenka in una giocatrice che aspetta passivamente l'errore avversario. Al contrario. Il suo team ha cercato di ampliare il suo repertorio affinché possa continuare ad attaccare, ma con una selezione di colpi più varia. “Può colpire con più effetto e più velocità, e questo le consente di costruire meglio i punti. Le ha aiutato molto a restare più a lungo negli scambi e a selezionare meglio i suoi colpi”, ha spiegato l'allenatore.

Questa evoluzione potrebbe risultare particolarmente importante contro Pegula, contro cui si è confrontata in 13 occasioni. L'americana è una delle giocatrici più solide del circuito e difficilmente regala punti. Se Sabalenka intende risolvere ogni scambio alla prima opportunità, sta entrando proprio nel terreno dove Pegula può sentirsi più a suo agio. Dubrov ha anche evidenziato un altro aspetto che è cresciuto nel gioco della bielorussa: l'uso del slice e la sua capacità di salire a rete. Il bielorusso riconosce che questi strumenti sono migliorati notevolmente e che ora Sabalenka sa quando utilizzarli.

Con tutte queste informazioni sul tavolo, è evidente che Sabalenka non ha nulla a che fare con ciò che era qualche anno fa. Dubrov assicura che ha imparato dalla sua giocatrice che “non ci sono limiti” e che non ha senso costringerla a giocare come un'altra persona. La sua filosofia è valorizzare ciò che la rende unica e aggiungere strumenti che le permettano di utilizzarli ancora meglio. Lì ci sarà la sfida per Pegula.

Sabalenka non è più solo quella giocatrice che cerca il vincente più veloce possibile. Continua ad avere la potenza come principale argomento, ma ora sa costruire il percorso per arrivarci. La semifinale di questa sera sarà un'altra prova per verificare quanto è evoluta quella Sabalenka che Dubrov ha conosciuto anni fa. La potenza resta la stessa, la differenza è che ora ha molte più modalità per utilizzarla.

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