Jannik Sinner ha riattivato la modalità imparabile. È vero, forse, che stasera si è trovato di fronte, al terzo turno del Miami Open 2026, un avversario il cui stile di gioco si adatta perfettamente al tipo di tennis proposto da San Candido; tuttavia, nulla di ciò ha minimizzato la versione vista oggi dell'italiano, superiore in assolutamente ogni aspetto a un Corentin Moutet che ha tirato fuori tutti i trucchi dal cilindro, ma che nemmeno così è riuscito a fermare un autentico vortice (6-1, 6-4).
Il match si è diviso in due parti, due atti molto differenziati. Nella prima parte, la trama consueta, un'operazione anestetica da parte di un giocatore che zittisce i suoi avversari con pazienza e precisione da chirurgo. A Corentin è costato entrare in partita, quasi come se avesse bisogno di chilometraggio in campo per attivare tutti gli aspetti del suo tennis, circostanza sfruttata da un Jannik che si muove nel freddo come nessun altro. Se Moutet ha impiegato tempo per entrare in gioco, Sinner è passato alla velocità di crociera fin dalla prima palla del match, mettendo in ginocchio il francese, che si è avventurato in qualche attacco a rete e ha ricevuto in cambio un paio di pallonetti dal suo avversario.
Nel secondo set, però, la partita è cambiata radicalmente. Jannik ha iniziato commettendo qualche errore di troppo, sufficiente affinché Corentin, che poco prima lo aveva messo in difficoltà in un set giocato a Roland Garros, tirasse fuori il meglio del suo gioco e iniziasse a variare il gioco come se non ci fosse un domani. L'apice della partita, il momento di maggiore emozione e anche di miglior tennis, si è verificato nel quinto gioco di questo secondo set, in cui ogni punto si è trasformato in un gioco del gatto e topo, un gioco di scambi in cui Jannik si è permesso di allenare quella precisione in rete, quella capacità di sentirsi a suo agio uscendo dal fondo campo, tanto desiderata per raggiungere e superare Alcaraz.

Sinner non ha esitato e ha ottenuto un break decisivo per vincere l'incontro: questo è l'incredibile record che Jannik ha infranto grazie alla sua vittoria
Neanche così, ovviamente, Moutet ha ottenuto ciò che voleva. Quel game, il più lungo della partita, è terminato con l'esito inevitabile: break per San Candido. Ogni cosa provata da Moutet, dai colpi alti alle palle corte impensabili, passando per colpi di fantasia e angoli stretti, ha trovato una risposta inequivocabile dall'altra parte del campo, un muro invalicabile che ha messo alla prova la pazienza di un giocatore non noto per la sua solidità.
Nonostante quel break, confermato nel suo quarto match point, il francese non ha gettato la spugna: ha continuato a tentare, copiando lo schema anarchico, kamikaze e fantasioso dell'inizio del set, ma Jannik gli ha chiuso la porta in faccia ad ogni turno di servizio per concludere l'incontro con una determinazione fuori discussione. Oltre a diventare una vittoria pressoché routinaria, il trionfo di oggi lascia un record storico per l'italiano, un dato statistico che rende ancora più dolce la vittoria: è ora il tennista con il maggiore numero di set consecutivi vinti nella storia dei Masters 1000, superando il record di Novak Djokovic (24 nel 2016) e piazzandosi a 26. Alex Michelsen potrebbe essere la prossima possibile vittima di un incantatore che attualmente sa solo vincere... ed emerge come il favorito assoluto per il resto del torneo di Miami. Chi lo fermerà?
Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale ¿Quién para a Sinner en Miami?

