Il tennis continua a vivere tempi di cambiamento. È un periodo turbolento che sembra profilarsi nelle alte sfere del circuito, soprattutto per quanto riguarda questioni al di fuori del campo. La PTPA è stata la prima a scuotere le acque portando in tribunale ATP, WTA e i tornei del Grande Slam, denunciando l'esistenza di un monopolio nel mondo del tennis e mettendo le sue principali entità sotto accusa. Parallelamente, i migliori giocatori del mondo hanno iniziato a comprendere che la loro fetta della torta non è così grande come dovrebbe essere... e stanno compiendo passi per correggere la situazione.
Personalità come Carlos Alcaraz, Aryna Sabalenka, Jannik Sinner o Iga Swiatek hanno recentemente rinnovato il loro impegno. Secondo quanto riportano media come The Athletic o Associated Press, i migliori giocatori del mondo hanno firmato una nuova lettera che chiede cambiamenti e miglioramenti per tutti i tennisti del circuito. I destinatari? Nientemeno che i Grand Slam: secondo i giocatori, questi tornei non distribuiscono la percentuale dei loro guadagni che dovrebbero ai veri protagonisti.
Il punto è che questo non è il primo documento che i migliori del mondo firmano, uniti, in cerca di una risposta. Fa seguito alla lettera inviata all'inizio della stagione, dove chiedevano proprio una migliore distribuzione dei guadagni: ora, questa nuova lettera, firmata il 30 luglio scorso, presenta tre pilastri fondamentali su cui si basa e che fanno riferimento a nuovi aspetti che potrebbero mettere in discussione lo status quo dei tornei del Grande Slam.
DENARO, SOSTENIBILITÀ E MAGGIOR POTERE DECISIONALE
Secondo quanto riporta The Athletic, Larry Scott, exCEO della WTA, si è impegnato a mediare per i giocatori e a fungere da consulente in incontri con i grandi tornei. Questi incontri si sono tenuti a Roland Garros e Wimbledon, ma sembrano essere stati inutili: i Slam stanno ancora negoziando con i giocatori i tre punti chiave richiesti da nomi come Alcaraz, Sinner o Sabalenka.
Il primo si riferisce a un fondo pensione per sostenere la sostenibilità dei giocatori, elemento che il circuito ATP ha già in modo indipendente: in questo caso, si chiede di creare un fondo molto più ampio congiuntamente (Slams, ATP e WTA), incaricato di garantire una maggiore stabilità a un ventaglio più ampio di tennisti.
In secondo luogo, i giocatori tornano su una delle questioni più dibattute negli ultimi tempi: un netto aumento dei premi in denaro nei tornei del Grand Slam. Questo deriva, ovviamente, dal misero percentuale dei guadagni che i grandi tornei distribuiscono ai tennisti: l'aumento che i giocatori cercherebbero sarebbe dal 16% attuale (approssimativamente) al 22% entro il 2030, mentre i Slam difendono l'aumento delle somme da distribuire in contanti ogni stagione.
Infine, i migliori giocatori del mondo chiedono di avere più potere decisionale. Come? Attraverso un Consiglio dei Giocatori che coinvolga anche i Grand Slam e che permetta loro di esprimere pareri su misure che, fino a questo momento, sono state loro imposte, citando ad esempio la creazione dell'Open degli Stati Uniti o la decisione di aggiungere un giorno in più di competizione nella maggior parte dei tornei Slam (escludendo Wimbledon, che già inizia di domenica, con praticamente tre weekend di competizione).
C'è da vedere fino a che punto le richieste dei giocatori avranno seguito: sembra che questo processo si protrarrà per un bel po' di tempo, sebbene al momento i Slam siano aperti al dialogo. Fino a che punto saranno aperti ai cambiamenti? Questo è un'altra storia... ma, al momento, i migliori giocatori del mondo stanno già facendo sentire la loro voce.
Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale Las estrellas no ceden: Alcaraz, Sabalenka o Sinner meten presión a los Slams con una nueva carta pidiendo reformas

