Abbiamo provato la Wilson Blade 98 V10 16x19: più aggressiva, uguale ma Blade

Analizziamo nel dettaglio la nuova racchetta di Wilson, la Blade 98 v10, l'arma utilizzata da Sabalenka, Andreeva o Mensik, tra gli altri.

Carlos Coll | 1 Jul 2026 | 11.00
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Abbiamo provato la Wilson Blade 98 V10 16x19: più aggressiva, ma sempre Blade.
Abbiamo provato la Wilson Blade 98 V10 16x19: più aggressiva, ma sempre Blade.

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Il Wilson Blade è una di quelle serie che non ha bisogno di presentazioni. Sin dal suo lancio è diventata una delle famiglie di racchette più popolari sia nel circuito professionale che al di fuori. Non è casuale che giocatori del calibro di Aryna Sabalenka, Jakub Mensik o la recente vincitrice di Roland Garros, Mirra Andreeva, abbiano scelto di affidarsi ad essa per portare il loro tennis ad un livello superiore. La sua combinazione di controllo, stabilità e sensazioni l'ha resa un punto di riferimento assoluto nel catalogo di Wilson.

Con l'arrivo della Wilson Blade 98 V10 16x19, il marchio statunitense assicura di aver sviluppato la Blade più aggressiva della storia. Un'evoluzione che mantiene intatta la personalità della famiglia, ma che incorpora un'ulteriore dose di potenza e stabilità per adattarsi a un tennis sempre più fisico ed esplosivo.

Essendo un utente abituale della Blade da molti anni, ero particolarmente interessato a vedere fino a che punto Wilson fosse riuscita ad evolvere un modello che funzionava già in modo straordinario. Dopo averla testata in campo, ecco le mie impressioni.

Un design che rispetta la tradizione, ma guarda al futuro

Prima ancora di colpire la prima palla, la Blade V10 lascia intendere che Wilson ha voluto curare particolarmente la sua estetica; il nuovo finish Championship Green conserva il colore che ha storicamente identificato la famiglia Blade, sebbene in una interpretazione molto più moderna. A seconda di come la luce incide, emergono riflessi infrarossi che conferiscono molta personalità al telaio e fanno sì che la racchetta si distingua particolarmente sul campo.

A questo si aggiungono delle linee muscolari in rilievo distribuite sul telaio che trasmettono un'immagine più robusta e aggressiva senza perdere l'eleganza che ha sempre contraddistinto questa franchigia.

Personalmente, mi sembra una delle Blade più armoniose in termini di aspetto che Wilson abbia lanciato negli ultimi anni. Non si discosta radicalmente dalle generazioni precedenti, ma introduce abbastanza dettagli da offrire un'identità propria e facilmente riconoscibile.

Wilson Blade 98 v10

Specifiche in continuità con importanti novità

Sulla carta, la Blade V10 conserva la configurazione classica che ha portato così tanti successi a questa saga. Stiamo parlando di una testa da 98 pollici quadrati, 305 grammi non incordata, un bilanciamento di 320 millimetri e un disegno di corde 16x19. Una combinazione chiaramente rivolta a giocatori di livello avanzato o competitivo che generano velocità di braccio e cercano una risposta precisa su ogni colpo.

La principale novità arriva con l'introduzione della tecnologia TurboTaper, un ridisegno di specifiche zone del telaio che favorisce una maggiore esplosività nella fuoriuscita della palla. L'obiettivo di Wilson è stato chiaro: aumentare il potenziale offensivo senza sacrificare il controllo che ha sempre contraddistinto la Blade.

Inoltre, troviamo un'innovazione significativa come StableFeel+, un'evoluzione che aumenta la stabilità complessiva e offre una sensazione di impatto più solida. Dai primi scambi, è stato uno dei cambiamenti che ho percepito maggiormente rispetto alla generazione precedente.

Oltre a queste novità, sono presenti tecnologie consolidate nel catalogo di Wilson, come FORTYFIVE°, che migliora la connessione con la palla; DirectConnect, responsabile del rafforzamento della stabilità; Parallel Drilling, che ottimizza la risposta delle corde; e Click & Go, un sistema che facilita notevolmente la sostituzione di protettori e canalette.

Dal fondo campo: una Blade con più potenza

È dal fondo campo che si apprezza veramente l'approccio che Wilson ha voluto dare a questa decima generazione.

La Blade continua a offrire quella sensazione di controllo che ha reso la saga un punto di riferimento mondiale. Permette di dirigere la palla con enorme precisione e trasmette molta fiducia quando decido di accelerare lo scambio.

La differenza rispetto alle generazioni precedenti si nota nella fuoriuscita della palla. La risposta è leggermente più reattiva e richiede meno sforzo per imprimere velocità, specialmente quando eseguo colpi offensivi con determinazione.

Mi sono divertito particolarmente colpendo il diritto e cercando cambi di direzione. La palla esce con molto peso, ma senza perdere la sensazione di controllo che ho sempre associato a questa famiglia di racchette.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è stata la sua stabilità. Anche in situazioni difensive, quando mi trovo costretto o devo bloccare palle molto pesanti, il telaio mantiene una grande solidità. Questa fermezza consente di trasformare una posizione impegnativa in un'opportunità per riottenere rapidamente l'iniziativa.

Gli utenti delle versioni precedenti potrebbero percepire una Blade leggermente meno chirurgica e leggermente più potente, anche se parliamo di differenze molto sottili. Il suo DNA rimane perfettamente riconoscibile e continua ad essere tra le migliori racchette di controllo sul mercato.

Wilson Blade 98 v10

Una volée ferma e molto consistente

In rete dimostra di nuovo molta sicurezza, che è una delle virtù abituali della famiglia Blade. Si apprezza particolarmente la stabilità aggiuntiva offerta da StableFeel+ quando si devono bloccare volée veloci o quando si cerca profondità senza effettuare uno swing troppo ampio.

La palla esce pulita, con buon peso, e il feeling mantiene quell'equilibrio così caratteristico tra fermezza e sensibilità. Non trasmette una sensazione eccessivamente secca o rigida, ma conserva quella connessione con la palla che ha conquistato così tanti appassionati nel corso degli anni.

Forse i giocatori che danno priorità a una sensazione estremamente morbida potrebbero trovare alternative più adatte nel catalogo di Wilson, ma per un tennis offensivo mi sembra che questa Blade trovi un eccellente equilibrio tra precisione, stabilità e sensibilità.

Wilson Blade 98 v10

Il servizio acquisisce importanza

Uno degli aspetti in cui questa nuova Blade evolve di più è il servizio. La potenza aggiuntiva del telaio consente di generare servizi piatti con maggiore facilità rispetto alle generazioni precedenti, mentre il motivo 16x19 facilita l'applicazione di effetti sia in slice che in top spin.

Non raggiunge il livello di specializzazione per generare rotazioni come modelli come la Wilson Shift, ma offre risorse più che sufficienti per variare costantemente il servizio e mantenere l'iniziativa fin dal primo colpo.

Inoltre, i suoi 305 grammi e il bilanciamento di 32 centimetri fanno sì che il movimento sia molto naturale. Non ho mai avuto la sensazione di maneggiare una racchetta pesante o lenta, cosa che apprezzo sempre nelle lunghe sessioni di allenamento.

Molto affidabile nel ritorno

Anche nel ritorno mi ha lasciato un'ottima impressione. La stabilità aggiuntiva aiuta a bloccare primi servizi potenti, mantenendo una profondità molto interessante, mentre sui secondi servizi permette di attaccare con fiducia e prendere rapidamente il controllo del punto.

Va ricordato, però, che rimane una Blade da 98 pollici quadrati, quindi richiede una tecnica relativamente solida e un buon tempismo per estrarre tutto il suo potenziale. Non è una racchetta particolarmente permissiva, ma premia chi colpisce con decisione in modo evidente.

Proprio per questo ritengo che i giocatori di livello intermedio avranno bisogno di un breve periodo di adattamento per trarre il massimo beneficio dalla Blade V10. Una volta trovato il punto d'impatto e abituatisi alle sue prestazioni, la risposta della racchetta è davvero soddisfacente.

Un'evoluzione molto coerente

La Wilson Blade 98 V10 16x19 non stravolge l'identità di una delle famiglie di maggiore successo di Wilson, ma la mantiene praticamente intatta introducendo piccole migliorie che si adattano perfettamente all'evoluzione del tennis moderno.

Continua a offrire un controllo eccezionale, una connessione molto diretta con la palla e quella sensazione di fiducia che ho sempre trovato nella saga Blade quando voglio giocare in modo aggressivo nei momenti cruciali. La differenza è che ora aggiunge una dose extra di potenza e stabilità che amplia ulteriormente il suo margine offensivo.

Essendo un utilizzatore della Blade dal 2008, ritengo che questa V10 rappresenti una delle evoluzioni più coerenti e interessanti che la franchigia abbia ricevuto in parecchio tempo. Wilson non ha cercato di reinventare una racchetta che già era eccellente; semplicemente, è riuscita ad adattarla alle esigenze del tennis attuale senza rinunciare a ciò che l'ha resa sempre speciale.

Non è una racchetta pensata per chi cerca aiuti gratuiti o il massimo comfort possibile. È ancora rivolta a giocatori con una buona tecnica, capaci di generare velocità di braccio e di sfruttare uno strumento progettato per competere.

Se questo è il tuo profilo e cerchi una racchetta capace di combinare controllo, potenza, stabilità e sensazioni magnifiche, la nuova Wilson Blade 98 V10 16x19 merita di essere tra le prime opzioni della tua lista.

Da Punto de Break ti incoraggiamo a provarla se ne hai l'occasione. È ancora una Blade nel suo cuore, ma anche una Blade pronta a rispondere alle esigenze del tennis odierno. E questo, per una racchetta così storica, è probabilmente il miglior elogio che si possa fare.


 

Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale Probamos la Wilson Blade 98 V10 16x19: más agresiva, igual de Blade