Dopo la precoce sconfitta a Roma, il circuito Challenger ha offerto la mano questa settimana a Matteo Berrettini affinché possa mostrare la sua migliore versione alla Copa Faulconbridge. Dopo aver iniziato con una vittoria al primo turno, l'italiano ha parlato con Punto de Break.
Matteo Berrettini (Roma, 1996) ha un'aura quando cammina per i campi del Club de Tenis Valencia. Non so se sia la sua altezza, lo zaino rosa o la sua bellezza naturale, ma l'italiano trasmette quella sensazione dei tennisti diversi, davvero speciali. Questa settimana è uno dei protagonisti alla Copa Faulconbridge, dove il pubblico si riversa su di lui ogni giorno in cerca di un'autografo o una foto. E come risponde Matteo? Con simpatia, accettando l'impatto che quella finale a Wimbledon 2022 o le tre stagioni in cui è stato dentro la top10 hanno ancora su di lui.
Oggi il suo ranking è sceso (n. 100), gli anni sono passati, perfino il calendario è diverso. A Valencia – il secondo Challenger che gioca quest'anno – cerca i punti necessari per garantirsi l'ingresso diretto al prossimo torneo di Wimbledon, un luogo che gli porta solo bei ricordi. Ieri è iniziato bene contro Taro Daniel (6-4, 6-2), ma a Matteo non interessano più solo i numeri da tempo. Il suo desiderio di tornare al vertice è assoluto, ma sa che oggi ci sono cose più importanti nella vita. Punto de Break ha potuto parlare con il giocatore romano e comprendere le priorità che attualmente tiene in mente.
Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale ENTREVISTA | Berrettini: “La felicidad de una persona no puede depender del ranking”

