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"Le lesioni al polso sono complicate, ci vorrà del tempo ad Alcaraz per recuperare il suo livello"
Mentre lo spagnolo è sempre più vicino al ritorno, due leggende del tennis mondiale parlano di quanto sarà impegnativo il suo rientro in campo.
Il ritorno di Carlos Alcaraz alla competizione sta suscitando grande attesa. Dopo oltre tre mesi lontano dai campi per un infortunio al polso destro, tutto indica che il murciano farà la sua riapparizione al Masters 1000 di Cincinnati, anche se la prudenza continua a guidare ogni passo della sua guarigione.
In questo contesto, voci autorevoli come quelle di Mark Philippoussis e Richard Krajicek hanno voluto inviare un messaggio di sostegno allo spagnolo, sottolineando quanto sia importante il suo ritorno per il circuito, pur riconoscendo la necessità di essere cauti nel reinserirlo.
Il ex tennista australiano, due volte finalista del Grande Slam e uno dei servitori più temibili della fine degli anni Novanta e inizio del Duemila, ha parlato con Tennis365 sulla situazione di Alcaraz. Le sue parole riflettono sia l'entusiasmo che suscita lo spagnolo, sia il rispetto verso un infortunio così delicato come quello al polso.
"Il mondo del tennis ha bisogno di lui"
Philippoussis non ha nascosto l'ammirazione che prova per lo spagnolo e ha iniziato la sua riflessione augurandogli una completa guarigione. "Spero che torni completamente sano. Il mondo del tennis ha bisogno di lui", ha affermato. L'australiano ha poi spiegato l'impatto che Alcaraz ha sul circuito attuale.
"Mi piace vederlo giocare, è incredibile per questo sport. È un campione del Grande Slam, è stato numero uno del mondo". Per Philippoussis, la priorità deve essere evitare qualsiasi fretta nel processo di recupero, anche se ha riconosciuto che la natura dell'infortunio obbliga a estremare le precauzioni.
"Spero che possa rimettersi. Ovviamente, non è qualcuno che cercherà di accelerare il processo. Ma quando si tratta del polso, è complicato. Sono sicuro che sta facendo tutto il possibile e spero possa tornare presto".
Un infortunio che richiede molta prudenza
Le parole dell'australiano hanno ancora più senso se si analizza il recente background di infortuni al polso nel circuito. Secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, il team di Alcaraz avrebbe deciso di concentrare tutti i suoi sforzi per essere al meglio al Masters 1000 di Cincinnati, escludendo definitivamente il torneo di Montreal. L'obiettivo non è solo tornare il prima possibile, ma farlo con tutte le garanzie.
Le ultime informazioni lasciano spazio all'ottimismo. Il polso sarebbe completamente guarito e il team dello spagnolo avrebbe iniziato a incrementare gradualmente il carico di allenamento. Tuttavia, nessuno vuole correre rischi superflui.
Le lesioni al polso presentano una complessità particolare nel tennis. Si tratta di un'articolazione soggetta a enormi livelli di stress in praticamente tutti i colpi, specialmente nel servizio, nel diritto e nel rovescio slice. Un recupero affrettato può causare ricadute difficili da gestire.
I precedenti invitano sia all'ottimismo che alla cautela
Ci sono motivi per credere che Alcaraz possa tornare al massimo livello. La sua giovane età è chiaramente a suo favore e lo stesso concetto è stato difeso alcuni giorni fa da Richard Krajicek, vincitore di Wimbledon nel 1996. "Ci vorrà del tempo, ma è giovane e penso che abbia una grande capacità di recupero", ha dichiarato il neerlandese.
Krajicek ha anche escluso che l'infortunio possa compromettere il futuro livello del murciano. "Non mi preoccupa il suo ritorno in campo o il recupero del suo miglior livello. La questione è quando accadrà. Sarà durante il tour nordamericano? Sarà nella stagione indoor? Ma credo che sarà quest'anno stesso".
Tuttavia, la prudenza continua a essere indispensabile. Basti ricordare i casi di Juan Martín del Potro e Dominic Thiem, due giocatori le cui carriere sono state profondamente condizionate da problemi al polso.
Del Potro ha subito molteplici interventi e non è mai riuscito a recuperare appieno la continuità che lo aveva portato alla conquista degli US Open. Thiem, d'altro canto, ha subito un infortunio al polso destro che ha cambiato radicalmente la sua carriera dopo la vittoria agli US Open del 2020. Anche se è riuscito a tornare in campo, non ha mai recuperato il livello che lo aveva reso uno dei grandi nomi del circuito.
Ogni infortunio è completamente diverso e non esistono automaticamente parallelismi, ma quei precedenti aiutano a capire perché l'entourage di Alcaraz stia affrontando ogni passo con tanta cautela.
Cincinnati, l'obiettivo segnato in rosso
Se non ci saranno imprevisti, il Masters 1000 di Cincinnati sarà il palcoscenico scelto per verificare il vero stato competitivo di Alcaraz. Seguirà poi il grande obiettivo di tutta la tournée nordamericana: lo US Open, dove lo spagnolo cercherà di tornare a competere per un Grande Slam dopo essersi perso Roland Garros e Wimbledon.
L'incognita non è solo quando tornerà, ma in che forma potrà presentarsi dopo oltre tre mesi senza competizioni. Recuperare il ritmo agonistico richiede sempre tempo, anche per giocatori del talento di Alcaraz.
Ciò che sembra indiscutibile è che il circuito attende con impazienza il suo ritorno. Le parole di Mark Philippoussis riassumono perfettamente quel sentimento condiviso da gran parte del mondo del tennis. Carlos Alcaraz non è solo uno dei migliori giocatori del pianeta; è anche uno dei grandi motori dello spettacolo, un tennista capace di attirare appassionati, elevare il livello di qualsiasi torneo e protagonizzare rivalità che già fanno parte del presente e del futuro di questo sport. Se il suo polso risponderà come sperano i medici e il suo team, il ritorno dello spagnolo sarà, senza dubbio, una delle grandi notizie della seconda metà della stagione.
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