Murray confessa perché Nadal è cambiato nella sua carriera
L'inglese racconta, a partire da un paio di aneddoti, come la figura del balear sia diventata fondamentale per fare un passo avanti nella sua carriera da giocatore. Un passo avanti in tutti i sensi.
Il fine settimana scorso si è svolto a Manacor il primo Rafa Nadal Academy Slam, un evento in cui Rafael Nadal si è circondato di buoni amici del circuito. Uno di loro è stato Andy Murray, che ha occupato un posto un po' più importante all'interno del gruppo.
E non parlo solamente di grandezza o palmarès, qui dovremo entrare in comparazioni e questo non è il momento. Al di là del fatto che lo scozzese fosse il capitano della squadra avversaria, la sua storia è stata sempre legata a quella di Rafa. Compagni di generazione, questo lo sappiamo tutti, ma ci sono altri dettagli che non conosciamo. Ad esempio, come la figura dello spagnolo sia stata a tratti determinante per far sì che Murray riuscisse ad evolversi in campo. E come lo ha fatto? Semplicemente, osservandolo.
“Ricordo di lui da quando eravamo bambini”, ha ricordato il britannico durante il decimo anniversario della Rafa Nadal Academy, ma ciò che è davvero interessante è arrivato quando ha spiegato cosa vedeva in quel ragazzo maiorchino che già cominciava a catturare l'attenzione. “La prima volta che lo vidi giocare nei tornei, era diverso dagli altri”. Andy non stava parlando ancora del Nadal campione di 22 Grand Slam né dell'uomo che avrebbe conquistato Roland Garros in quattordici occasioni. Stava parlando di un adolescente la cui attitudine sembrava già appartenere a un'altra categoria.
Andy Murray & Rafa Nadal Reunite 🤝🙌 (Andy was loving Rafa’s office!😂) @rnadalacademy https://t.co/ONJ9oxZth9
— The Set | Andy & Jamie Murray (@Murraystheset) October 3, 2026
Murray si concentrò particolarmente sulla sua concentrazione, sulla sua maturità e su quel modo così particolare di competere che sarebbe diventato una delle grandi caratteristiche dello spagnolo. Quella ammirazione non rimase solo un'aneddoto, in effetti, ebbe conseguenze dirette nella sua vita.
Il giorno in cui Murray capì cosa doveva cambiare
“È stata la ragione per cui sono venuto ad allenarmi in Spagna”, confessò Murray. A 15 anni, lo scozzese si trasferì a Barcellona per allenarsi per due anni. E tutto iniziò con una conversazione con Nadal. Murray gli chiese com'era una settimana normale di allenamento per lui e la risposta lo fece riflettere. Rafa gli spiegò che andava a scuola al mattino e che dopo si allenava due o tre ore nel pomeriggio, oltre ad avere l'opportunità di lavorare con Carlos Moyà, allora numero uno del mondo.
Quando Nadal gli restituì la domanda, Murray rispose che si allenava un'ora, tre volte a settimana, insieme a sua madre. Il confronto fu sufficiente. “In quel momento ho capito che dovevo cambiare qualcosa.” Sembra una frase semplice, ma forse nasconde una delle decisioni più importanti nella carriera di un giocatore che sarebbe diventato numero uno del mondo e vincitore di tre Grand Slam.
A Rafa Nadal and Andy Murray match in 2026. Feels. 🥹 https://t.co/BKVN1LPP5D
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) October 3, 2026
Il destino volle poi che quegli adolescenti diventassero rivali per più di un decennio. Si affrontarono 24 volte nel circuito professionistico, con 17 vittorie per Nadal e 7 per Murray. Condivisero il periodo d'oro del Big4, si disputarono finali, semifinali e partite ad alta tensione, ma non si incontrarono mai in una finale di Grand Slam. L'ultimo capitolo competitivo di quella rivalità arrivò a Madrid nel 2016, con vittoria del britannico.
Ora, ritirati entrambi, resta qualcosa di molto più prezioso di quel bilancio di incontri: l'ammirazione. Murray è tornato questi giorni alla Rafa Nadal Academy per celebrare il suo decimo anniversario e ha finito per far parte di una scena che sembrava impossibile qualche anno fa. Nadal e Andy, di nuovo con una racchetta in mano, ma questa volta senza classifiche, senza pressione e senza nulla da dimostrare. Solo puro divertimento.
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