Skip to main content

L'ultima grande notte di Roger Federer a New York

Lo svizzero ha fatto un bagno di folla e ha lasciato perle di ciò di cui è ancora capace: rovesci vincenti, un recital al servizio e magia ovunque all'Arthur Ashe.

L'ultima grande notte di Roger Federer, uno spettacolo.

Circolava nel pomeriggio di oggi un presunto commento di Fabio Fognini, in dichiarazioni a Sky Sports, in cui affermava che, dopo aver parlato con Simone Tartarini (l’allenatore di Lorenzo Musetti), questi gli avrebbe detto che Roger Federer potrebbe ancora vincere a buona parte del circuito ATP con il suo livello attuale. I 44 anni spettano allo svizzero, che ha scelto Lolo come partner per prepararsi in vista della sua grande serata. L’evento guidato dallo svizzero, nella sua prima volta all'Arthur Ashe dopo non essere riuscito a congedarsi negli ultimi anni da professionista, è stato un vero successo... e ha fatto riflettere gli astanti, per un attimo, sul fatto che forse quelle parole contengano un fondo di verità.

Non contate su di me per questa opinione: il circuito è cambiato e si è evoluto moltissimo, soprattutto per quanto riguarda il fisico e la potenza. Nulla di tutto ciò impedisce di sottolineare che l’immagine lasciata da Roger Federer questa sera è stata iconica proprio come la ricordavamo. Un po' più di pesantezza in alcuni movimenti, sì... ma un tennis impeccabile, delizioso, una carezza all'anima che ci chiede di più e ci riporta a tempi in cui siamo stati molto felici.

Federer ha vinto il suo match di singolare e di doppio e ha lasciato alcuni colpi impossibili

Il pubblico dell'Arthur Ashe ha sfruttato il proprio biglietto per un'ora e mezza di tennis trasformata in un museo della storia di questo sport. Roger ha scelto Andy Roddick come avversario e, come se avessimo riportato indietro l'orologio di 20 anni, il risultato (e persino il copione) è stato quello di sempre: vittoria per 6-3 per lo svizzero, con mille risorse in più per disarmare i missili di A-Rod.

Quello del Nebraska, peraltro, continua a essere in grado di superare frequentemente i 200 km/h con i suoi servizi. Solo questo merita lode e dimostra il talento naturale di un tipo che non ha sempre ricevuto l'affetto che meritava. In tutto il resto, però, il protagonista è stato Federer... e perfino in quel settore: nove ace in nove giochi, con un catalogo variegato che ha deliziato il pubblico. Tagli aperti, servizi piatti a T, all'interno... un servizio non è solo velocità, e Roger lo ha dimostrato di nuovo.

Forse ciò che ha colpito di più, però, è stato lo stato del suo rovescio. Roger ha volato da quella parte, facendosi il piacere di firmare diversi colpi vincenti per cui buona parte del circuito attuale, di certo, pagherebbe per averli. Roveschi improvvisi, accelerazioni di polso impossibili, paralleli alla linea... persino Andy era incredulo: come può questo tizio continuare a fluire in questo modo, con una simile naturalezza, nonostante siano passati diversi anni senza toccare una racchetta?

La serata si è conclusa con un doppio carico di festa, una celebrazione in cui un appassionato John McEnroe si è unito alla festa. L'ultimo a unirsi è stato Andre Agassi, un po' sopraffatto dal ritmo del resto, ma ce l'ha fatta, lasciando uno dei punti decisivi sotto forma di rovescio in sospensione che ha immediatamente fatto alzare il pubblico dai propri posti. Oltre al tennis c’era la sensazione di tornare indietro nel tempo... e la sorpresa, addirittura, di vedere Roger in così buona forma, eseguendo con tanta facilità alcuni dei suoi grandi classici, come se gli anni non fossero passati. Un'esibizione diventata l'ultima grande serata di Roger Federer a New York, solo per palati raffinati.

This is an automatic translation. You can read the original news, La última gran noche de Roger Federer en Nueva York