Badosa si vede costretta a ritirarsi nella finale del torneo di Iasi

La Spagnola ha risentito dello sforzo fisico sostenuto nelle ultime due settimane ed è stata costretta a ritirarsi nel secondo set della finale a Iasi contro Mayar Sherif.

Diego Jiménez Rubio | 20 Jul 2026 | 11.45
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Paula Badosa perde per ritiro a Iasi. Foto: gettyimages
Paula Badosa perde per ritiro a Iasi. Foto: gettyimages

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Paula Badosa non è riuscita a concludere con un nuovo titolo due settimane straordinarie di competizione. La spagnola è stata costretta a ritirarsi durante la finale del WTA 250 di Iasi quando stava perdendo contro Mayar Sherif per 6-4 e 4-0, mettendo così fine a una tournée su terra battuta che, nonostante l'esito, lascia un bilancio estremamente positivo per la catalana. Lo sforzo accumulato nei giorni precedenti ha avuto conseguenze sul fisico che, proprio in questi tempi, è stato il grande protagonista della sua carriera.

Oltre alla sconfitta, Badosa lascia la Romania con i compiti svolti. La spagnola ha confermato il suo rientro nella top 100 del ranking WTA, garantendo inoltre la sua presenza diretta nel tabellone principale dello US Open. Due obiettivi prioritari che sembravano molto complicati solo poche settimane fa e che confermano il suo progresso sportivo nella giusta direzione.

Il corpo ha detto basta

La finale è arrivata in un contesto molto impegnativo per Paula. Appena una settimana prima aveva conquistato il titolo a Bastad, disputando una grande quantità di partite ad alta intensità e con un enorme dispendio di energie sia fisiche che emotive. A Iasi ha di nuovo affrontato diverse battaglie, in particolare la semifinale epica contro Tamara Zidansek, in cui è stata costretta a superare situazioni al limite per mantenere viva la sua striscia di vittorie.

Tutto quel lavoro si è accumulato. Badosa ha iniziato la finale combattendo, ma pian piano ha dimostrato che le gambe non rispondevano più con la necessaria freschezza. Quando il punteggio segnava un 6-4 e 4-0 a favore di Mayar Sherif, la spagnola ha scelto di non correre rischi inutili e ha deciso di abbandonare l'incontro.

Non sembra assurdo pensare che l'aspetto emotivo abbia influito. Dopo aver garantito durante la settimana sia il ritorno alla top 100 che l'accesso diretto allo US Open, è possibile che quella enorme tensione competitiva accumulata nei giorni precedenti sia improvvisamente diminuita. A volte, quando sparisce l'obiettivo principale che ha mantenuto l'atleta in massima allerta, il corpo inizia a manifestare un logorio che fino a quel momento era rimasto sotto controllo.

La grande notizia resta la stessa

Paradossalmente, il ritiro non cambia la visione generale di queste due ultime settimane. Se c'è qualcosa che Paula Badosa ha dimostrato è che, quando i fastidi fisici non la condizionano, rimane una giocatrice in grado di competere per i titoli. A Bastad e Iasi ha mostrato di nuovo l'aggressività dal fondo campo che ha sempre caratterizzato il suo tennis, ha riacquistato fiducia con il servizio e, soprattutto, ha offerto una versione mentale molto solida, ribaltando partite estremamente complicate e resistendo a momenti di enorme pressione.

Forse questo è il miglior sintomo di tutti. Per molto tempo in passato, infortuni le impedivano di accumulare continuità e ogni torneo finiva per diventare un'incognita fisica. In questa occasione è riuscita a collegare due settimane complete lottando per i titoli, qualcosa che non accadeva da tanto tempo.

Proprio per questo, la prudenza mostrata nella finale sembra essere stata la decisione più intelligente. Ora il calendario entra in una fase decisiva con tutta la tournée nordamericana e lo US Open dietro l'angolo, perciò qualsiasi rischio inutile sarebbe stato difficile da giustificare.

Mayar Sherif completa una settimana eccezionale

L'esito non deve togliere merito al magnifico torneo disputato da Mayar Sherif. L'egiziana ha dimostrato ancora una volta perché rimane una delle specialiste più pericolose sulla terra battuta, mostrando un tennis molto solido durante tutta la settimana e approfittando dell'opportunità in finale.

Mayar Sherif, campionessa a Iasi. Foto: gettyimages

Sherif ha dominato l'incontro fin dall'inizio, costringendo costantemente Badosa a giocare un colpo in più e gestendo con grande intelligenza le lunghe sequenze dal fondo campo. Il ritiro della spagnola è arrivato quando l'egiziana aveva già preso un netto vantaggio nel punteggio, confermando un titolo pienamente meritato per il livello mostrato durante l'intero torneo.

Guardando al futuro con ottimismo

Nonostante non sia riuscita a sollevare il trofeo, Paula Badosa ha molto più motivo per sorridere che per rammaricarsi. Torna nella top 100, sarà nel tabellone principale dello US Open e, soprattutto, ricomincia a sentire che il suo tennis può competere alla pari con le migliori quando il fisico le permette di esprimere tutto il suo potenziale.

Ora l'obiettivo è confermare che i fastidi che hanno causato il ritiro non nascondano problemi importanti. Nel suo entourage confidano che si tratti semplicemente della conseguenza logica dell'enorme sforzo accumulato e di una decisione presa per precauzione per evitare ricadute.

Se tale diagnosi viene confermata, queste due ultime settimane possono rappresentare una vera svolta nella stagione della spagnola. Perché al di là del titolo ottenuto a Bastad o della finale raggiunta a Iasi, la grande conclusione è un'altra: Paula Badosa torna a sentirsi in grado di competere con garanzie. E dopo tutto ciò che ha vissuto negli ultimi mesi, questa è probabilmente la migliore notizia possibile in vista della entusiasmante tournée precedente lo US Open.

Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale Badosa se ve abocada a retirarse en la final del torneo de Iasi