Sempre con quella buona energia e una vasta esperienza, Andrés Schneiter ci accoglie a Madrid per approfondire il mondo degli allenatori e analizzare il suo attuale lavoro con il paraguaiano Vallejo.
Quando ci si siede a parlare di tennis con Andrés Schneiter (Buenos Aires, 1976), ci si rende conto che quel momento sarà il migliore della giornata. La sua facilità di comunicare e la franchezza con cui si esprime rendono tutto più semplice, aggiunto a quel carisma che aggiunge sempre un tocco in più di interesse. In questo Mutua Madrid Open lo abbiamo visto divertirsi insieme a Adolfo Daniel Vallejo, un uomo che ha preso in agosto al #250 e lo ha portato al #84 del ranking in tempo record. Chi conosce però il suo background nei piani di gioco forse non sarà così sorpreso.
Punto de Break si incontra con il 'Gringo' – così soprannominato per essere biondo e argentino – per valutare il ruolo degli allenatori in uno sport dove tutto ruota attorno al giocatore. Forse discutere di questi argomenti in questo tipo di interviste potrebbe essere il primo passo per generare il cambiamento desiderato.
Quando hai iniziato ad allenare?
Ho iniziato alla fine del 2003, proprio lì ho smesso di giocare in doppio e ho iniziato a lavorare con Mariano Puerta e Franco Squillari.
Sei già da più tempo allenatore che giocatore.
Sì, sì. Sono già 23 anni che sono allenatore.
Continui a pensare come giocatore, anche solo in qualche momento specifico?
Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale “El entrenador no tiene el peso que debería dentro de la ATP”

