Tommy Paul e una brillante riflessione sul tennis: "È uno sport di dinamiche e io sono alla ricerca di esse"
Come recuperarsi da una delle sconfitte più difficili della propria carriera sportiva? Tommy Paul cerca risposte... e fugge le grandi sfide in un anno che si preannuncia come un momento di rinascita nel tennis.
A 28 anni, Tommy Paul cerca una rinascita nel tennis in un anno tutto tranne che facile da gestire. Sono passati i tempi in cui era la nuova speranza del tennis statunitense: nuovi talenti, come Ben Shelton o Learner Tien, sono emersi in un panorama selvaggio, in un circuito e spogliatoio che non aspettano nessuno, e in cui la fabbrica di promesse sembra essere sempre in movimento. Dopo un infortunio significativo che lo ha costretto a saltare la parte finale del 2025, l'americano cerca una dinamica che lo riporti al vertice... una dinamica che sembrava essere vicina nel passato Miami Open 2026.
Il suo match dei quarti di finale contro Arthur Fils è stato un thriller assoluto deciso in tre tiebreak, una partita che ha rivoluzionato la notte locale e in cui l'americano già si sentiva vincitore. Con un vantaggio di 6-2 nel tiebreak finale, ha avuto inizio l'incubo: sei punti consecutivi per il francese, che alla fine ha portato a casa la vittoria nonostante avesse vinto meno punti di Tommy nel computo generale. Una sconfitta difficile, un match che ha distrutto un'opportunità ineguagliabile di raggiungere la finale di un Masters 1000 in casa e che ha posto un freno significativo alle sue aspirazioni di ritrovare quell'impeto che lo riporti in top-10.
"Non posso rimproverarmi troppo per quei match points", inizia Paul da Houston, in parole a TENNIS, il luogo in cui inizia il tour sulla terra battuta, terreno ormai abituale per molti connazionali. "Non penso di aver giocato male in nessuna di quelle palle match... è tennis, semplicemente. Questo è uno di quei sport in cui a volte hai solo un paio di occasioni, e a volte non commetti errori. Ho potuto dormire nel mio letto quella stessa notte, qualcosa che non accade di solito. Almeno ho raggiunto quello", dice Paul, ancora subendo uno di quei colpi che possono indebolire molto il morale.
Tommy Paul e una magnifica riflessione sul tennis
Non è stato, guardando le circostanze precedenti, un cattivo primo semestre dell'anno per Paul: al suo ritorno dopo l'infortunio ha raggiunto la seconda settimana dell'Australia (ha perso solo contro il campione, Alcaraz), è tornato in una finale ATP a Delray Beach e ora aggiunge questi quarti di finale in Florida... ma non sono numeri sufficienti, almeno secondo lui, per poter pronunciare le parole che un giocatore infortunato vuole sempre dire: 'sono tornato'.
"Sono una persona che ha una mentalità di andare settimana per settimana, nient'altro. Lui (Fils) ha giocato quei momenti, sapendo di essere tra l'incudine e il martello, con una mentalità di non avere nulla da perdere, di rischiare tutto... e gli è riuscito. Il tennis è uno sport di dinamiche, in cui senti che quando riesci a vincere partite combattute e a progredire in tornei complicati, quella dinamica continua, cavalchi l'onda... ed è esattamente quello che sto cercando di trovare".
Infine, Tommy ha chiuso la porta per stabilire grandi obiettivi per il resto dell'anno: ha il top-10 nel mirino, ma non lo preoccupa o gli genera ansia. "So che tutti hanno i loro obiettivi per quest'anno, ma sono molto concentrato sull'andare settimana per settimana in questo momento... e se riesco a far bene questa settimana, portare avanti quella dinamica positiva e vincente". Houston potrebbe essere un possibile grande trampolino di lancio alle sue ambizioni? Il rosso dirà se il miglior Tommy Paul è tornato.
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