Il miglior giocatore dell'anno si chiama Matthew Dellavedova... e minaccia un record di Ivan Lendl
Il giocatore con più vittorie professionali dell'anno è un australiano che non è mai uscito dall'Asia e sta per rompere un record storico. Questa è la sua incredibile storia.
Nel tennis a volte bisogna scavare per trovare le migliori storie. Gioielli inesplorati che col passare del tempo si aprono la strada, eventi inimmaginabili che lasciano il segno (non sempre positivo) nei loro protagonisti, autentici operai di questo sport che accumulano traguardi che raramente ottengono rilevanza. Ogni giocatore ha alle spalle una storia appassionante che farebbe empatizzare il più freddo, e arrivare in cima implica una serie di sacrifici che spaventerebbero il più audace. Una delle storie della stagione, senza dubbio, ha un protagonista semisconosciuto per il grande pubblico... ma che può definirsi il miglior giocatore dell'anno: Matthew Dellavedova.
"Essere migliori", in uno sport individuale come quello che ci appassiona, può avere solo un parametro principale: vincere. Trionfi. Vittorie. Dimostrare giorno dopo giorno di essere superiore al tipo che si trova dall'altra parte della rete. Oggi, nessuno ha vinto più partite di Matthew Dellavedova nel 2026. Ma non è tutto: ci sono pochissimi giocatori che hanno ottenuto più trionfi di questo singolare australiano... negli ultimi 40 anni. La sua storia è imperdibile: da un lato, mette in luce la estrema disuguaglianza economica che esiste in questo sport; dall'altro, parla di un racconto di resilienza, superamento e capacità di mettere il proprio corpo al limite... quasi, esclusivamente, per sopravvivere.
Built different 🦾 Living by the mantra of "no days off", Matthew Dellavedova describes his extraordinary season as he aims to become the first player since Ivan Lendl in 1982 to notch up 100 professional victories in a calendar year. #GoAussies https://t.co/aw2MFhUm4r
— TennisAustralia (@TennisAustralia) October 22, 2026
96 vittorie e solo una settimana di riposo: così è la storia di Dellavedova
Dellavedova ha iniziato l'anno fuori dalla top-500; oggi ha appena superato la barriera del top-250. Molti hanno solo bisogno di un lampo, un grande torneo, una serie di eventi con fiducia, per superare questi limiti. A Matthew, tuttavia, è costato quasi un anno intero. Ha riposato solo una settimana!: il suo 2026 è stato segnato da un continente, l'Asia, e una categoria di tornei, gli ITF Futures, nei quali ha distrutto rivale dopo rivale per minacciare un record che resiste da 40 anni.
96 vittorie e 9 titoli, tutti di categoria inferiore nella piramide del tennis. È riuscito in tutto ciò senza lasciare l'Asia: in paesi come Giappone, Cina, Taipei o Thailandia ha costruito un impero di vittorie che lo ha fatto progredire nel ranking, quasi a passo di formichina, fino a essere al limite di quello che si era posto come grande obiettivo: avanzare alla fase di qualificazione dell'Open d'Australia 2027. Curiosa questa paradossale: in un anno in cui ha riposato solo una settimana, ha vinto più di qualsiasi altro giocatore professionista e ha competuto ininterrottamente... non si avvicina ancora alla quantità di denaro che offre il primo Grand Slam dell'anno solo per partecipare alla fase di qualificazione.
This. Is. Wild. 🫨 A snapshot of just how difficult professional tennis can be for players ranked outside the top 200. 🇦🇺 Matthew Dellavedova deserves huge respect 🫡 https://t.co/ref4abyjwA
— The First Serve (@TheFirstServeAU) October 19, 2026
Il suo mantra è molto chiaro: "nessun giorno di riposo". Le sue storie, ancora più rocambolesche. E cosa c'è di più sorprendente? Ha iniziato l'anno con quattro sconfitte in cinque partite, il che lo ha portato a cambiare direzione nella sua pianificazione: invece di andare a giocare i Challenger in Europa, come nelle altre stagioni, ha deciso di concentrarsi sul continente asiatico, riducendo i costi e focalizzandosi su tornei ITF. Presto questi gli sono risultati troppo stretti, anche se non si fraintendano, ci sono state comunque sconfitte a tutti i livelli: la chiave risiede nella brutale quantità di partite disputate, competendo ogni settimana in cui ci fosse azione.
Lui stesso ammetteva che la decisione di rimanere in Asia era dovuta, principalmente, a motivi economici. Era l'unica cosa che "aveva senso". Matthew ha iniziato a collezionare vittoria dopo vittoria, mostrando una affidabilità fisica e una capacità di resistenza che sottometteva i suoi avversari. Ha costruito il suo ranking senza allontanarsi da casa, anche se non dobbiamo sottovalutare le distanze: proprio il suo ultimo titolo, la settimana scorsa nella città di Qian Daohu, porta con sé un'incredibile storia che diventa un fedele riflesso dei sacrifici che questi tennisti affrontano per competere (e guadagnare ogni settimana) nei fondi più bassi dello sport.
"Dopo Qian Daohu dovevo tornare a casa (gioca questa settimana un ITF in Australia). Era difficile: giocavo la finale del torneo alla domenica e dovevo prendere l'unico treno che mi collegava a Shanghai. Quel treno partiva alle 14:30 e io avevo la finale alle 10 del mattino. Sapevo che se la finale fosse andata al terzo set, era molto probabile che avrei perso il treno e quindi perso il volo per l'Australia. Inoltre, quella domenica era il giorno numero 30° del mio visto cinese, quindi sapevo che se non prendevo quel treno, avrei avuto dei problemi".
The reality of life on the lower rungs of the tennis tour. The expenses are greater than the prize money.
— judy murray (@JudyMurray) October 20, 2026
Come se fosse un compito da vita o di morte, la verità è che Dellavedova ha retto bene alla pressione: vittoria per 6-4 e 7-6 e finale felice di una storia che avrebbe potuto lasciarlo faccia a faccia con le autorità cinesi. "È stata una giornata brutale. Ho vinto la finale, preso il treno, da lì un volo per Sydney, non ho dormito affatto su quel volo, e poi, cinque ore di macchina per Tamworth (dove si svolge il torneo di questa settimana). Per fortuna, la mia prima partita era mercoledì e il mio corpo si è abituato".
Se questa settimana raggiungerà le semifinali (è già nel secondo turno), Dellavedova raggiungerà il traguardo delle 100 vittorie: l'ultimo a farlo in una stagione completa è stato Ivan Lendl nel 1982. 44 anni senza che nessuno si sia avvicinato a tali numeri, un traguardo completamente storico nel quale, però, Matthew non pensa. Il suo obiettivo dell'anno, superare la barriera del top-300, è già stato raggiunto: ora deve puntare alla fase di qualificazione dell'Open d'Australia, di cui è molto vicino. 96 vittorie, innumerevoli aneddoti, una forza di volontà a prova di bomba e un premio economico che non corrisponde nemmeno lontanamente allo sforzo: forse storie come quella dell'australiano ci insegnano ad investire in un tennis solido anche nelle sue basi, che non "obblighi" i suoi picapedreros a giocare ogni settimana per sopravvivere all'interno del top-350. Dove si fermerà il contatore dei trionfi del nostro protagonista? Dovremo seguirlo nelle prossime sfide.
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