Alcaraz torna a colpire contro il calendario con più determinazione che mai
Il murciano non si è morso la lingua e ha continuato a parlare della estrema fatica generata nei giocatori dal calendario, collegando la piaga degli infortuni con i tornei obbligatori.
Carlos Alcaraz è arrivato all'ATP Shanghai 2026 con voglia di liberare la sua magnifica striscia vincente. Carlitos ha trovato la magia a Tokyo, salvando set e momenti difficili per proclamarsi campione di un torneo che gli ha restituido il sorriso attraverso vittorie e fiducia: con la freschezza che gli dà tutto il tempo lontano dalle piste a metà anno, il murciano si presenta ora in terra cinese pronto a vincere, consapevole che l'opportunità di aggiungere un Masters 1000 di cui è ancora privo è più alla sua portata che mai.
L'assenza di Jannik Sinner apre la strada a qualcuno che non è mai andato oltre i quarti di finale in questo torneo. Sorprende, data la relativa esperienza di Carlos nel circuito, ma non è il miglior amico del tour asiatico: sconfitte sorprendenti contro Dimitrov o Machac e un doloroso infortunio lo scorso anno, quando la distorsione alla caviglia subita a Tokyo gli ha fatto capire che era meglio prendersi una pausa. Forse accodare tornei a questo punto della stagione non è raccomandabile, ma tutto il tempo di riposo lontano dal campo non ha fatto cambiare idea al murciano riguardo al calo fisico e alle esigenze del calendario... e prima del suo debutto a Shanghai lo ha ribadito.
“They are pushing us too much.” Carlos Alcaraz speaks honestly about the tennis schedule and hopes Jannik Sinner makes a fast recovery ❤️ https://t.co/cnXC5r53cl
— TNT Sports (@tntsports) October 8, 2026
"Vamos por el mal camino": Alcaraz si espone
Carlitos non ha avuto remore a esprimere il suo malcontento riguardo alla struttura attuale del circuito: troppi tornei obbligatori che, secondo lui, fanno sì che i giocatori "superino il limite" ogni stagione. Così lo ha dichiarato, precisamente ai microfoni dell'ATP: "Uno dei motivi per cui vediamo tanti giocatori infortunati è che ci stanno portando troppo al limite, a volte anche superando il confine. Giochiamo un sacco di tornei, un sacco di partite, e credo che le cose vadano nella direzione sbagliata", ha affermato il murciano, che ha personalizzato il suo discorso attorno alla figura di Jannik Sinner. "Desidero a Jannik il meglio per i prossimi mesi, affinché sia in buone condizioni per la prossima stagione. Spero di rivederlo presto".
Sono state dichiarazioni, ancora una volta, piuttosto incisive... ma non certo l'unico tema di discussione. Anche Carlos ha parlato, con la maturità che lo contraddistingue, di come ha gestito mentalmente il lungo periodo in cui è stato lontano dalle piste. Ha mai dubitato di poter tornare a sentirsi libero in campo, mantenendo quella identità così caratteristica del suo tennis? Quei timori e quelle incertezze gli sono passati per la testa? Anche i migliori hanno momenti in cui soffrono a livello mentale... e Carlos non ha problemi ad ammetterlo.
Even @carlosalcaraz has doubts 🫶🏻 #RolexShanghaiMasters https://t.co/q1Lve7y0O3
— Tennis TV (@TennisTV) October 8, 2026
"Sì. Gli infortuni ti portano a pensare in modo sbagliato. A volte pensavo di non sapere se sarei tornato in buone condizioni, se sarei tornato ad essere lo stesso giocatore di prima, se avrei sentito dolore al polso ad ogni diritto che colpivo... ci sono stati un paio di momenti di dubbio in me stesso, ma credo che quando sei circondato da buone persone, da un grande team in cui hai fiducia, tutto ciò diventa molto più facile". Una lezione di presenza che contestualizza il valore di quell'abbraccio con tutto il suo team dopo essersi proclamato campione a Tokyo: la convalida di tutto il lavoro precedente, della cura e dell'affetto che ogni membro del team ha messo nella sua recupero, la luce in fondo a un tunnel in cui sì, ci sono state ombre. Prossima fermata, Shanghai.
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