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Federer spiega perché il rovescio a una mano è sull'orlo dell'estinzione

La conferenza stampa dello svizzero a New York ha toccato diversi argomenti interessanti, tra cui la domanda sul rovescio a una mano e la sua perdita di protagonismo all'interno del circuito ATP. Siamo di fronte alla fine di questo colpo?

Federer spiega perché il rovescio a una mano è sull'orlo dell'estinzione. Fonte: Getty

L' US Open 2026 ha avuto ieri il merito di invitare Roger Federer a passare dalla sala conferenze per chiacchierare un po' con i giornalisti. Sono stati più di 20 minuti di domande, anche se una delle migliori non è emersa fino alla fine. Cosa sta succedendo con il rovescio a una mano?

Guardando il ranking maschile, la risposta sembra evidente: il rovescio a una mano da un decennio sta dando sintomi di essere vicino all'estinzione. Un dibattito appassionante che gira da diversi mesi in varie conferenze stampa, anche se se a rispondere è Roger Federer, sembra che tutto acquisti un senso maggiore. Lo svizzero non ha tardato a dare il suo punto di vista, mostrando realismo e preoccupazione allo stesso tempo. 

“Per questo forse oggi pomeriggio mi allenerò con Musetti, per assicurarmi che sia pronto e dargli un po' di saggezza”, ha esclamato Federer tra le risate per rompere la serietà della domanda, in riferimento alla figura dell'italiano, uno degli ultimi grandi esponenti del rovescio a una mano. Dopo è arrivato l'analisi: “Quando il tuo allenatore è un giocatore a una mano, probabilmente anche tu lo sarai. Il problema è che ora la maggior parte dei tecnici sono stati giocatori a due mani e, soprattutto, è molto più semplice insegnare quel colpo a un bambino", ha affermato il campione di 20 Grand Slam.

Roger Federer spiega perché sta scomparendo il rovescio a una mano

Qui emerge una delle grandi differenze rispetto alle generazioni precedenti. Federer spiega che imparare e dominare un rovescio a una mano richiede pazienza, qualcosa che il tennis moderno non concede sempre. “Se fai cambiamenti tecnici, ci vuole troppo tempo e diventa frustrante. Oggi tutto deve succedere immediatamente”, ha riflettuto. Lo stesso svizzero ha citato come esempio uno dei suoi figli, che sta cercando di passare da un rovescio a due mani a uno e sta constatando di persona la difficoltà del processo.

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Federer explica por qué cada vez quedan menos jugadores con revés a una mano. Fuente: Getty

 

Ma Federer non si è fermato solo alla tecnica, ha anche sottolineato l'evoluzione del materiale, delle corde, delle palline e delle superfici, oltre alla trasformazione dell'allenamento. Prima si lavorava molto di più sulla transizione verso la rete e sulla volee, mentre oggi il tennis è fondamentalmente di fondo. In questo scenario, il rovescio a due mani offre un vantaggio evidente, quello di difendere meglio, soprattutto da posizioni aperte e in movimento.
La rivoluzione guidata da Nadal e Djokovic è il miglior esempio.

Ciò che una volta poteva essere considerato una debolezza del rovescio a due mani —la difficoltà a difendere determinati angoli— oggi è diventato una delle sue grandi forze. Federer ha ammesso che ci sono anche dubbi sulle lesioni associate al rovescio a due mani, specialmente al polso sinistro dei destri, ma ritiene che non saranno sufficienti a cambiare la tendenza. “L'accumulo di tutto ciò ha fatto sì che vedessimo molti più giocatori con due mani, anche se spero ancora che non sia la fine”, ha concluso con un sorriso, lasciando la porta aperta alla speranza.

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