Medvedev 'si allea' con Zverev e difende il suo status di miglior giocatore del mondo
Il russo ha difeso l'attuale sistema di punteggio nella classifica e ha messo in valore la costanza di Sascha, definendolo un numero uno del mondo più che giusto.
Si è parlato molto nelle ultime settimane di Alexander Zverev e del suo futuro ruolo come numero uno del tennis mondiale. Non ci sono dubbi, il tedesco è la miglior racchetta dell'anno negli Slam: il suo rendimento è da lode, con due titoli, una finale e una semifinale. Non c'è nessuno che abbia eguagliato questi livelli di coerenza e capacità di vincere, ma molti mettono in discussione il suo rendimento contro le migliori racchette del mondo, le sue prestazioni contro Jannik Sinner e Carlos Alcaraz... e cercano, ovviamente, di sminuire la legittimità del suo futuro regno nel circuito maschile.
Cosa pensa il resto del mondo del tennis? La verità è che abbiamo visto costanti segni di supporto a Sascha, sostenuto dai suoi compagni come un erede al trono più che legittimo. Non ci aspettavamo, forse, che l'ultimo colpo venisse da uno dei suoi rivali più accaniti, compagno generazionale con cui è stato spesso paragonato. Parliamo di Daniil Medvedev, che è stato interrogato ad Almaty, dove ha vinto il suo ultimo titolo, se il tedesco meriti di essere il numero uno del mondo. Come sempre, il moscovita è un tipo senza peli sulla lingua: ha adottato un approccio pragmatista per rispondere, sottolineando in ogni momento che il tedesco occupa la cima per un motivo valido, dedicandogli una bella difesa.
Medvedev, asked if Zverev has truly earned No. 1 rank: "Sometimes on social media they are, like, 'How is this guy Top 10?!' Well, you know how? Last 52 weeks he won more points than other guys <...> Sascha deserves it 100%" Full press conference: https://t.co/4oroLOlnYX https://t.co/RweeCMnUIJ
— Oleg S. (@AnnaK_4ever) October 25, 2026
Medvedev ha difeso il sistema di punti e Zverev
Daniil è un fervente ammiratore del sistema di punti che impera in questo sport, e si rifugia in esso per affermare che nessuno merita più di Sascha di finire la stagione come re assoluto. La sua riflessione è profonda e dà spunto a dibattiti. "A livello di ranking, sono convinto che non ci sia alcuno sport più giusto del tennis. Ci sono, letteralmente, 52 settimane in cui ricevi punti per tutto ciò che giochi e vinci. Nessuno può discutere questo.
A volte entri sui social e vedi gente che dice: 'Come è possibile che questo tipo sia nel top-10?' Bene, sai perché? Perché nelle ultime 52 settimane, ha vinto più punti di altri, e quei punti guadagnati sono quelli che gli permettono di essere nel top-10. Credo che questo sistema sia la parte più giusta del tennis", affermava con certezza il russo, che non ha tardato a tirare in ballo il nome di Jannik Sinner, inserendo l'unico 'ma' del suo discorso.
"Probabilmente, se Jannik fosse stato sano... avrebbe avuto molte opportunità importanti di vincere più punti, ma fa parte dello sport, sfortuna per lui. Sascha merita di essere numero uno del mondo, al 100%". Un'ultima frase categorica, che dissolve il percentuale di colpa delle lesioni di Sinner e Alcaraz e concede tutto il credito del mondo a chi è stato storicamente uno dei suoi rivali più feroci. Cosa ne pensate voi di queste parole? Concordate con la riflessione del russo riguardo alla giustizia dell'attuale sistema di punti nel ranking ATP, o vi piacerebbe vedere cambiamenti che diano maggiore importanza allo status delle vittorie di ciascun giocatore?
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