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Un ex top 5 segnala Jódar: "Perdere la calma con un raccattapalle è inaccettabile"

Brad Gilbert e Andrea Petkovic hanno dibattuto su quanto accaduto al Masters 1000 di Shanghai, concentrandosi su Rafa Jódar e il suo comportamento con il raccattapalle. Un atteggiamento che non si può difendere, ma che si può comprendere.

Brad Gilbert, ex top 5 mondiale, indica Rafa Jódar: "Perdere i nervi con un raccattapalle è inaccettabile."

Sebbene siano già trascorsi diversi giorni e la questione sia più che chiusa, c'erano ancora alcuni commentatori del mondo del tennis che non avevano espresso la loro opinione sul deplorevole episodio di Rafa Jódar al Masters di Shanghai con il raccattapalle. Andrea Petkovic e Brad Gilbert, al tavolo di Tennis Channel, hanno offerto i loro rispettivi punti di vista.

La discussione è iniziata con una domanda provocatoria posta dal produttore del programma: è Jódar il cattivo del circuito ATP? Petkovic ha voluto prima chiarire un'altra polemica che aveva riguardato lo spagnolo, quella di un video durante il Roland Garros in cui apparentemente spingeva un raccattapalle. La tedesca ha ricordato che, da un altro angolo, le immagini dimostravano che non era accaduto ciò che inizialmente sembrava. Tuttavia, l'incidente di Shanghai ha aperto un dibattito diverso.

Brad Gilbert segna una linea rossa

L'ex allenatore statunitense è stato deciso nel spiegare dove stabilisce il suo limite all'interno di un campo da tennis. Per Gilbert, perdere le staffe con un raccattapalle è particolarmente grave a causa della vulnerabilità di queste figure, che in molti tornei sono ancora minorenni. L'americano ha ritenuto che questo tipo di situazioni siano persino più difficili da giustificare rispetto agli scontri con i giudici di sedia.

"Perdere le staffe con un raccattapalle è inaccettabile", ha riassunto Gilbert, che ha insistito sulla necessità che Jódar impari da quanto accaduto. L'americano ha ricordato che Rafa si era arrabbiato per una situazione legata all'asciugamano e aveva finito per sfogare la sua frustrazione su un bambino. A suo avviso, è un comportamento che deve rimanere completamente al di fuori dei limiti accettabili e che non dovrebbe ripetersi.

Dall'altra parte, Petkovic ha concordato sul fatto che quanto accaduto non deve essere difeso, anche se ha introdotto un fattore che considera importante per comprendere il contesto: l'età del protagonista. L'ex tennista tedesca ha ricordato che Jódar è passato in appena un anno dal competere in tornei Challenger, lontano dai grandi riflettori, a trovarsi immerso nel rigoroso palcoscenico del circuito ATP.

Rafa Jódar, un talento che deve imparare dai suoi errori

"Ha 19 anni ed è stato catapultato in questo circo", ha sottolineato Petkovic nel spiegare perché considera necessario concedergli un certo margine di apprendimento. Gilbert, da parte sua, ha ricordato che lo spagnolo ha già chiesto scusa e ha sperato che abbia compreso l'importanza di non tornare a essere protagonista di un episodio simile. La conversazione è terminata tornando allo sport, dove Brad ha evidenziato l'eccezionale stagione di Jódar, il suo potenziale per raggiungere l'élite e la possibilità che continui a crescere con l'aggiunta di un allenatore più esperto nel suo team.

Il messaggio condiviso da entrambi ha sottolineato che gli incidenti non devono oscurare i meriti sportivi dello spagnolo, ma non possono nemmeno diventare un'abitudine. Jódar ha tempo per maturare e affermarsi tra i migliori. Ora deve dimostrare di sapere gestire la pressione quando le cose non vanno come spera.

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