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Cause e conseguenze del ritiro di Alcaraz a Cincinnati: è a rischio lo US Open?
Analizziamo le implicazioni che può avere l'assenza dello spagnolo a Cincinnati nonostante sia tornato agli allenamenti con alta intensità.
Bisognerà aspettare per rivedere in competizione Carlos Alcaraz. Quando tutto il mondo del tennis si leccava i baffi all'idea di un ritorno immediato, il murciano ha deciso di rinunciare alla partecipazione al ATP Masters 1000 Cincinnati 2026, aprendo ora due linee di pensiero in vista del US Open 2026.
Massima cautela, prudenza, zero rischi. Questo è il mantra che ha guidato tutte le azioni di Carlos Alcaraz e del suo team da quando si è infortunato al polso destro al Conde de Godó. Poche lesioni sono più problematiche per un tennista di quelle di tale articolazione, essendo il tempo e la moderazione fattori innegociabili per evitare ricadute.
Perché ha deciso Alcaraz di non partecipare al Masters 1000 di Cincinnati?
Da alcuni giorni, vedere Alcaraz allenarsi su superficie dura all'aperto e a buon ritmo riempiva tutti di ottimismo, ma i tempi erano molto ristretti. Riapparire in un torneo di primo livello e massima esigenza con appena due settimane di allenamenti comportava rischi. Quello che si dice nell'ambiente dello spagnolo è chiaro: la ripresa sta andando bene, ma c'è ancora molto lavoro da fare in termini di condizionamento fisico e rafforzamento del polso.
Non ci sono state ricadute, almeno per ora. Tutti sono consapevoli che fare un passo indietro per precipitarsi nel ritorno può essere fatale. La storia ha dimostrato che un infortunio al polso può condizionare enormemente le carriere tennistiche di grandi giocatori, come Del Potro o Thiem. Sarà fondamentale vedere se Carlos continua ad allenarsi a buon ritmo durante queste settimane, cosa che confermerebbe che la sua assenza a Cincinnati si basa unicamente sulla cautela.
Un concorrente come Alcaraz non si accontenterà di tornare in campo se non può puntare a cose importanti; infatti, sarebbe pericoloso competere con il freno a mano tirato e senza la necessaria fiducia.
Se c'è una stagione per affrontare una situazione di assenza prolungata, è questa. Alcaraz ha raggiunto a gennaio il suo obiettivo prioritario, ovvero completare il Career Grand Slam, quindi non ha senso affrettarsi finché non sarà completamente recuperato. Servono più allenamenti e più prove di fuoco nell'allenamento per tornare in campo.
Quale decisione prenderà Carlos Alcaraz riguardo all'US Open 2026?
Questa è la grande domanda che circola nella mente di tutti gli appassionati. È evidente che partecipare al torneo di Cincinnati era fondamentale per acquisire ritmo competitivo e testarsi definitivamente per calibrare le sue aspirazioni a Flushing Meadows. La sua assenza all'evento dell'Ohio alimenta i rumor che potrebbe significare un'assenza anche a New York, ma quello che arriva dall'ambiente del murciano è che continuerà a cercare di arrivare all'ultimo Grand Slam dell'anno.
Tuttavia, esiste anche l'opzione che i prossimi allenamenti vadano bene e, con altre due settimane di margine per mettersi a punto e verificare che il suo polso risponde in modo adeguato a sforzi più notevoli e continuati, lo spagnolo decida di partecipare all'US Open.
Non sembra il momento più misurato tornare dopo oltre quatro mesi senza competere in un Grand Slam, ma è anche vero che Carlos avrebbe l'opzione di giocare il doppio misto,considerandolo come un ultimo test a New York, e poi avrebbe due partite assicurate contro avversari di minor calibro, in cui non avrebbe bisogno della sua migliore versione per uscire vincitore.
Quello che risulta evidente è che le possibilità che possa essere campione a New York si riducono con questa assenza a Cincinnati, ma non bisogna perdere la fede. Lo scenario più catastrofico sarebbe che tra qualche giorno Alcaraz annunciasse la sua assenza dal Grand Slam di New York, cosa che dovrebbe essere spiegata poiché potrebbe derivare da una ricaduta o, semplicemente, da una mancanza di tempo nei tempi di riadattamento e la sensazione che non vale la pena rischiare minimamente.
Come rimarrà il suo ranking ATP e le possibilità di disputare le ATP Finals 2026?
Lo spagnolo perderà i 1.000 punti corrispondenti al suo titolo a Cincinnati dell'anno scorso, assumendo che, nel caso disputi l'US Open 2026, lo farà come il terzo testa di serie, quindi potrebbe affrontare Sinner in ipotetiche semifinali. La sua permanenza nel top-3 del ranking ATP non sarà compromessa, almeno a breve termine, a causa dell'enorme distanza che mantiene da Auger-Aliassime, Djokovic e il resto dei concorrenti.
Un altro scenario diverso si verificherebbe se perdesse l'US Open, poiché vedrebbe svanire dal suo conteggio la bellezza di altri 2.000 punti, rimanendo con appena 5.160 punti e vedendo come gli altri possono accumulare.
Forse molti si chiedono se, con un'assenza così prolungata di Carlos Alcaraz a causa dell'infortunio al polso, possa essere messa in discussione la sua presenza nelle ATP Finals 2026. La verità è di no, grazie alla regola della ATP secondo cui un campione di Grand Slam basta terminare tra i 20 migliori dell'anno per disputare quel torneo, qualcosa che si dà per scontato con lo spagnolo.
È ora di prestare molta attenzione all'evoluzione di Carlos Alcaraz nei suoi prossimi allenamenti e rispettare al massimo qualsiasi decisione che prenda lui e il suo team. La priorità è non ricadere e se è necessario sacrificare tutta la stagione, così sarà.
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