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Djokovic propone una rivoluzione nel tennis: "Bisogna giocare set a 4 giochi"

Il serbo compie un passo importante nella sua richiesta di cambiamenti nel tennis, considerando vitale che si cerchino formati di punteggio che riducano la durata dei match.

Novak Djokovic propone un cambio nel punteggio nel tennis. Foto: gettyimages

Novak Djokovic ha sorpreso il mondo con delle dichiarazioni incisive rilasciate durante un evento alcune settimane fa a New York, le quali sono ora emerse suscitando una grande tempesta. Il serbo chiede cambiamenti strutturali nel tennis che limitino la durata delle partite. Perché questa proposta e su cosa si basa?

Non è la prima volta che il vincitore di 24 titoli del Grand Slam affronta questa questione, ma è una delle occasioni in cui lo fa con maggiore chiarezza. Negli ultimi anni, Djokovic ha insistito sul fatto che il tennis ha bisogno di attrarre un pubblico più giovane, consapevole che gran parte del suo pubblico continua ad essere di età elevata e che deve competere per catturare l'attenzione rispetto ad altri sport e piattaforme di intrattenimento.

Anziché promuovere innovazioni riguardo alla diffusione del tennis sui social media e ignorando il fatto che le audience televisive e i spettatori che assistono a tutti i tornei non smettono di crescere, Djokovic ha fatto un passo ulteriore nel suo mantra che è necessario adattarsi ai modelli di consumo dei più giovani, la cui capacità di attenzione è più limitata.

Su cosa si basa la proposta di Djokovic?

Durante una veloce intervista all'evento Fanatics di New York alcune settimane fa, il serbo ha ricevuto la richiesta di menzionare un aspetto o un'opinione riguardo al tennis per cui sarebbe molto criticato nel pronunciarla, ma che lui difenderebbe con le unghie e con i denti. Novak è stato preciso e non si è trattenuto.

"Dovremmo cambiare il formato del punteggio. Invece di giocare set a sei giochi, farlo a quattro. Possibilmente con punto d'oro e al meglio di cinque set. Bisogna mantenere le partite entro una finestra di due ore. È il meglio per tutti".

La proposta ricorda inevitabilmente il formato che l'ATP sta testando da anni nelle Next Gen ATP Finals, dove i set si giocano a quattro giochi, c'è punto d'oro quando si arriva a parità e gli incontri presentano un ritmo molto più elevato. Anche se quel sistema è nato come un laboratorio per sperimentare possibili innovazioni, non è mai stato implementato nel circuito principale.

Un dibattito che divide il mondo del tennis

Le parole di Djokovic rimandano a una discussione che emerge frequentemente nel tennis professionistico. Sempre più voci considerano necessario modernizzare il sport per adattarlo a modalità di consumo molto diverse rispetto a due decenni fa. L'argomento principale è che i fan più giovani richiedono spettacoli più rapidi e meno imprevedibili in termini di durata.

Tuttavia, esiste anche una corrente importante che rifiuta qualsiasi modifica del sistema tradizionale. Per molti, l'incertezza sulla durata di una partita e la battaglia fisica e mentale che coinvolgono gli incontri lunghi fanno parte dell'essenza del tennis e costituiscono uno dei suoi maggiori attrattori, come si può vedere nei tornei del Grand Slam, dove l'epicità è il motore che muove tutti gli appassionati di questo sport e conquista nuovi ingressi.

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Proprio Djokovic ha spiegato in altre occasioni che l'obiettivo non è cambiare l'identità dello sport, ma trovare formule che permettano di riconnettersi con le nuove generazioni senza perdere ciò che rende unico il tennis. Sorprende che non si propongano altre formule come il miglioramento nella gestione del prodotto attraverso i social media, assumendo che i giovani non staranno cinque ore davanti a un televisore, ma possono consumare molti riassunti, interviste con giocatori che generano marca personale, conversazioni sui social mentre si disputano partite, ecc.

Il dibattito, quindi, rimane aperto. Ciò che sembra evidente è che la conversazione sarà sempre più intensa nei prossimi anni, specialmente in un contesto in cui il circuito continua a cercare formule per rendere il suo prodotto più attraente. 

È ben noto che l'influenza di Novak Djokovic è notevole e sembra probabile che, anche quando si ritirerà, rimarrà molto legato agli ambienti dirigenziali del tennis a causa del suo amore per questo sport e della volontà di migliorarlo. Le sue parole non fanno altro che rafforzare un'idea che sta guadagnando terreno in alcuni settori del tennis: adattare lo spettacolo può essere una delle grandi decisioni strategiche per il futuro dello sport.

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