Analisi delle semifinali di Roland Garros: Tutti contro Zverev

Analizziamo le due partite che determineranno i contendenti per il titolo; solo Mensik separa Sascha dalla lotta per il suo primo Slam... e, inoltre, con un interessante derby italiano.

Carlos Navarro | 4 Jun 2026 | 21.38
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Chi vincerà una delle grandi battaglie della semifinale di Roland Garros?
Chi vincerà una delle grandi battaglie della semifinale di Roland Garros?

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Il Roland Garros 2026 del caos, della follia e delle maratone sta affrontando il suo tratto finale con un'incognita che volteggia sulla Philippe Chatrier. Gli occhi del mondo del tennis rimangono puntati su Alexander Zverev, al quale la vita ha presentato un'opportunità ineguagliabile per lasciarsi alle spalle i suoi fantasmi, liberarsi delle catene che lo hanno legato per anni e finalmente conquistare il suo primo Grand Slam. Solo due ostacoli lo separano dalla Coppa dei Moschettieri, anche se il primo di essi porta con sé la freccia verso l'alto.

Jakub Mensik si erge come una enorme minaccia: il suo tennis è efficiente, freddo e letale, calcolatore nei suoi attacchi e intelligente negli sforzi. La sua vittoria su Joao Fonseca nei quarti di finale ha inviato un potente messaggio: è qui per abbattere l'entusiasmo dei candidati, e anche se in pochi lo consideravano un vero contendente, ha tante probabilità quanto chiunque altro. Molti dicono che il campione uscirà da questo confronto; Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli, sventolando la bandiera italiana nella parte alta, hanno molto da dire al riguardo. Chi uscirà da Parigi come campione?

Alexander Zverev è il grande favorito per vincere a Roland Garros: può Jakub Mensik dargli un brutto spavento?

Solo un paio di sfide. Per qualcuno abituato a restare vicino alla linea del traguardo, la qualità degli avversari ancora presenti nel tabellone potrebbe essere un'arma a doppio taglio per Sascha: se esercita il suo status e tira fuori la sua esperienza, la Coppa dei Moschettieri dovrebbe viaggiare in Germania... ma nessuno si caricherà di più pressione e su nessun altro ci saranno così tante aspettative come sul tedesco, che dopo aver lasciato indietro un stanco Rafa Jódar dovrà adattarsi ai colpi di un alto ceco desideroso di continuare a farsi sentire.

Zverev sfrutterà la sua occasione? Fonte: Getty

La semifinale non assomiglierà minimamente a ciò che ha vissuto martedì scorso. Jakub Mensik rappresenta una minaccia fin dal primo colpo: proprio il suo servizio sta diventando una delle sue grandi armi in questo Roland Garros, affilato contro Fonseca, centrando spesso il punto T e permettendogli di attaccare subito il centro del campo. A differenza delle partite precedenti, Sascha affronterà un giocatore molto simile a lui: un servizio iniziale imponente, fantastica mobilità nonostante l'altezza, un rovescio meglio del diritto, abile negli scambi paralleli, tendente a restare indietro se accelerato sul diritto.

Quando le caratteristiche del tuo avversario sono così simili alle tue, l'unica opzione rimasta è pianificare la partita basandoti sulle tue forze. Osservando l'agilità di Mensik nel drive durante questo torneo, Sascha non avrà altra scelta che eseguire con la stessa fiducia e velocità il suo diritto come ha fatto nel duello contro Jódar, specialmente nella seconda metà della partita. Se mantiene un tasso di primi servizi così eccezionale come nei quarti, quasi 80%, potrà permettersi di resistere, almeno, in incontri tirati... e, col passare dei minuti, logorare l'armatura di un Mensik le cui migliori carte, forse, consistono nel risolvere questo duello in tre o quattro set.

Il livello di Jakub merita di avvicinarsi a uno Slam, ma Zverev presenta una minaccia che non ha ancora affrontato: il tedesco è sempre disposto a passare una palla in più, ha un cuscino di punti brevi grazie al suo servizio che non possedevano né Miñaur né Fonseca e, soprattutto, ha molta energia nel serbatoio. Aumentare la posta è l'unica strada per il centroeuropieo: solo così, ad esempio, è riuscito a spingere al limite nell'ultimo duello a Madrid, dove Sascha ha avuto bisogno di un 6-3 nel terzo set per sconfiggerlo. Due giganti con la tendenza a martellare con il servizio, ma anche a essere solidi in difesa sul rovescio, si trovano di fronte a una partita in cui la pressione e il favoritismo ricadono su Alexander... qualcosa che, senza dubbio, Jakub accoglie con favore.

Arnaldi y Cobolli disputeranno un grande derby italiano: chi farà la storia per l'Italia arrivando in finale?

Due ospiti inaspettati illuminano una semifinale di profili antagonisti. Se in basso piovono bombe, dall'Italia il marchio dell'autore è molto diverso: angoli stretti, tolleranza allo scambio, recuperi straordinari e tennis su tutta la superficie. Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli si conoscono da 13 anni, allenandosi regolarmente insieme, sono grandi amici e vedono come il destino li ha preparati per un duello in cui c'è nientemeno che una prima presenza in una finale di un Grand Slam in palio.

Il favoritismo, seppur moderato, ricade sul fan della Roma che da bambino ha mollato il calcio per cercare duelli come questo. Se allarghiamo l'obiettivo al circuito Challenger, nel testa a testa vince Arnaldi (3-2)... ma la differenza di ore sulle gambe, il grande stato di forma già dimostrato in altri tornei del circuito terra e la sua condizione di top-10 inclinano la bilancia verso Flavio, in un duello che, sì promette molti colpi di scena.

Cobolli, alla caccia del titolo a Parigi. Fonte: Getty

Come ospite a sorpresa, se c'è una cosa di cui Matteo non avrà sarà la pressione. Sì, quella propria di trovarsi tra i migliori quattro nell'apice del torneo più aperto degli ultimi tempi, ma con la tranquillità di sapere che appena un mese fa si rammaricava della possibilità di scendere al top-150... e ora gioca sapendo di aver garantito un comodo vantaggio. Dopo aver superato problemi fisici e mancanza di fiducia, Arnaldi si è rivelato essere la grande roccia di Roland Garros: solo dai suoi impressionanti controgolpi si spiegano le gesta contro Collignon e Tiafoe, e la capacità di portare il compatriota Matteo Berrettini alle profondità fino a farlo esplodere.

Riuscirà il corpo a resistere a tanti sforzi difensivi per frustrare e logorare mentalmente Cobolli? Questa è la grande domanda che può far esplodere (o accelerare) le sue possibilità di raggiungere la finale. In principio, è Flavio che dovrebbe prendere l'iniziativa: è passato da meno a più contro Aliassime, e gli ultimi due set mostrano il tipo di tennis che deve mettere in atto per essere finalista Slam, utilizzando alla perfezione il servizio liftato, colpendo la palla dall'alto in basso, con un guanto nel rovescio lungolinea (contrapié magnifici) e aprendo il campo con pazienza e margine per stancare il suo avversario.

Dalla tolleranza allo scambio e dalla frustrazione di non concludere molti punti in tre o quattro colpi (dall'altro lato c'è un muro) dipenderanno le loro possibilità di vittoria, senza dubbio: per entrambi questa partita è una celebrazione, un inno alla vita, una dimostrazione che la straordinaria generazione del tennis italiano non dipende da Jannik Sinner per far conoscere al mondo la qualità della propria nazione. È l'opportunità delle loro vite: ci saranno nervosismo, errori, frustrazione... ma anche molto tennis su terra battuta, di cui ormai c'è sempre meno. Chi lo conquisterà?

Questa notizia è una traduzione automatica. Puoi leggere la notizia originale Análisis de las semifinales de Roland Garros: Todos contra Zverev